Masahisa Fukase
Darwin torna da Masahisa Fukase, dove l’autobiografia si corrode trasformandosi in prova. L’opera si ripiega verso l’interno: matrimonio, esilio, uccelli, la ripetizione come danno. Prediligiamo i libri realizzati dopo il crollo, sequenze in cui l’autorialità trasuda. Qui Fukase fa rima con le ossessioni di Araki e con i diaristi scandinavi, ma in modo più oscuro: la circolazione si è arrestata, l’archivio è contuso. Le immagini si comportano come immagini residue, insistendo sul ritorno anziché sulla narrazione. Il tempo è un loop, l’autorialità è ferita, l’intimità viene messa in scena ancora una volta contro la scomparsa stessa.