Darwin apprezza Yang Seung-Woo perché biografia e fotografia diventano inseparabili. Nato in Corea e arrivato in Giappone a trent’anni, ha fotografato Kabukichō dall’interno: yakuza, senzatetto, tekiya, bevitori e vite notturne. A differenza del flash analitico di Kurata, la ruvidità di Yang nasce dalla vicinanza e dalla partecipazione. Shinjuku Lost Child e The Best Days trasformano mondi marginali in una storia personale: una fotografia costruita attraverso amicizia, perseveranza, migrazione e appartenenza, anziché soltanto attraverso l’osservazione.